
Il 23 novembre 1980 una scossa lunga novanta secondi cambia per sempre il volto dell’Irpinia. Ma cosa resta, davvero, dopo che la terra smette di tremare?
IL TERREMOTO DELL’IRPINIA DEL 1980: DALLA PERCEZIONE DEL RISCHIO ALLA RICOSTRUZIONE DEL TERRITORIO è un’indagine rigorosa e coinvolgente che attraversa memoria, territorio e trasformazioni sociali per raccontare uno degli eventi più drammatici della storia recente italiana: il Terremoto dell'Irpinia del 1980.
Attraverso uno studio diacronico dedicato ad alcuni comuni della provincia di Avellino, tra i più duramente colpiti dal sisma, il volume analizza le dinamiche delle popolazioni in relazione alla sismicità, ponendo al centro una domanda cruciale: come cambia una comunità quando il rischio diventa realtà?
L’opera esplora vulnerabilità strutturali e fragilità sociali, ma anche le straordinarie capacità di resilienza e adattamento che emergono nei contesti esposti al pericolo. Demografia, assetti urbani, reti sociali, percezione del rischio e strategie di ricostruzione vengono indagati con metodo scientifico e profondità critica, restituendo un quadro complesso in cui persistenze e cambiamenti si intrecciano.
Non è solo una ricerca sul passato: è una riflessione sul presente e sul futuro dei territori sismici italiani. Un libro che parla di memoria collettiva, di identità, di trasformazioni silenziose e di rinascita. Perché la ricostruzione non è soltanto materiale: è culturale, sociale, umana.
La Collana Lib(e)ro nasce con un obiettivo chiaro: offrire un’opportunità reale e trasparente agli autori, permettendo la pubblicazione cartacea al raggiungimento di almeno 30 copie digitali vendute entro tre mesi dalla messa online.
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