Linguaggi del mutamento Spazi Immagini Soglie

Linguaggi del mutamento Spazi Immagini Soglie
LAMBERTI ENZA
LAMBERTI ENZA
Codice Prodotto: 979-12-80697-49-3
Disponibilità: In Magazzino
Prezzo: 25,00€

Il libro di Enza Lamberti, Linguaggi del mutamento. Spazi, Immagini, Soglie, si colloca nel cuore delle riflessioni critiche sul carattere trasformativo del discorso letterario e dei suoi dispositivi di senso, secondo una dinamica che li attraversa, ne ridefinisce le strutture e ne mette in questione i confini.

Gli “Spazi” sono geografie della narrazione e costruzioni simboliche; le “Immagini”, come luoghi di intersezione tra scritture e figurazioni, ne rappresentano la funzione cognitiva e semiotica; le “Soglie” designano una zona liminare di transito, in cui le opposizioni canoniche si rivelano porose e instabili.

L’Autrice analizza le modalità attraverso cui la letteratura produce e riflette il mutamento, non come esito, ma come condizione strutturale del significare, mettendo in tensione categorie consolidate e aprendo a nuove configurazioni interpretative. Il suo percorso ermeneutico, che attraversa il Novecento europeo, esplora la funzione dello spazio marino, reale e metaforico, da Baudelaire a Ungaretti e a García Lorca, come specchio emotivo e strumento di introspezione; mentre in Montale esso diventa luogo sospeso ed enigmatico, evocando l’estetica metafisica di De Chirico e incarnando un altrove irraggiungibile, segnato da oggetti essenziali e da un senso di attesa in cui la tensione tra visibile e invisibile restituisce il mare come luogo sospeso tra realtà e allusione.

Analogamente, nei racconti di Italo Svevo, viaggio e natura assumono valore simbolico e psicologico, trasformando il reale in risonanza dell’anima e rivelando una precoce sensibilità ecologica; il passaggio da una percezione lineare a una visione discontinua e centrifuga rende natura e movimento strumenti per indagare la crisi esistenziale e le dinamiche del desiderio. In egual modo, la dimensione urbana, dalla Trieste “cupa” alla Londra “misteriosa”, riflette lo stato d’animo dei personaggi e la dicotomia salute/malattia.

La Lamberti, nella Coscienza di Zeno, adattata cinematograficamente da Bolchi, rileva un modello di fedeltà e ampliamento semantico; mentre nel linguaggio letterario e filmico — moraviano della Noia e pasoliniano di Teorema, che introduce il sacro in una famiglia borghese fondendo ritualità e cinema — individua, in chiave comparatistica, una critica speculare alla società neocapitalistica.

Così pure, al termine della sua indagine critica, l’Hamlet di Shakespeare diventa, nelle reinterpretazioni cinematografiche e pittoriche, uno specchio dello smarrimento dell’uomo moderno e delle tensioni universali dell’esistenza; i valori etici e civili, radicati in Schopenhauer, Wittgenstein e Freud e richiamati da Moravia dinanzi alla potenziale minaccia dello sterminio nucleare, confluiscono nella riflessione sul “tabù della guerra” e sull’horror vacui dei personaggi di fronte al destino apocalittico; l’emancipazione della donna inaugura una narrativa “al femminile” che ribalta modelli socio-antropologici tradizionali e adotta moduli diegetici autonomi, permettendo alle donne, da protagoniste divenute anche autrici, di esprimere compiutamente le proprie esperienze esistenziali attraverso un linguaggio capace di penetrare nel corpo stesso della parola letteraria.

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